Il racconto di una mamma affidataria
“Il perdono e l'amore donano le ali”
 

“La prima volta che abbiamo visto Monica, aveva 11 anni e mezzo, ci è sembrato di avere davanti un uccellino smarrito, raggomitolato su se stesso e con gli occhioni sgranati e pieni di timore.La vita non era stata generosa con lei, una madre schizzofrenica grave dentro e fuori dal manicomio e un padre che abusava di lei da sempre. Questa era tutta la sua famiglia.In comunità le avevano prospettato l'ipotesi dell'affido e lei aveva accettato, ma poi per ben quattro volte le cose non avevano funzionato ed era stata rispedita alla comunità. Quel giorno, al nostro primo incontro, in lei non c'era più un briciolo di speranza, se mai la curiosità di conoscere questa ennesima famiglia affidataria.Io e mio marito siamo stati stregati da lei al primo sguardo. Non avevamo la minima idea di cosa avremmo dovuto fare, ma di una cosa eravamo certi: era Monica che da tempo cercavamo e aspettavamo. Il primo anno e' stato molto duro e pieno di sconfitte, i nostri ideali hanno spesso vacillato sotto i duri colpi della realtà. Monica ci ha messo alla prova infinite volte, ci ha provocato e studiato per capire se poteva decidere di fidarsi di noi. Numerose volte la notte e' scappata da casa nostra e altrettante numerose volte si e' fatta ritrovare da me, che vagavo nel buio alla sua ricerca.Più volte ci siamo chiesti se eravamo all'altezza di questo compito, se i danni subiti da questa ragazza non fossero così profondi da rendere impossibile un suo viaggio di ritorno verso la normalità. Allo scadere del primo anno le nostre motivazioni vacillarono fortemente ma per fortuna fu a quel punto che Monica decise di "sceglierci", di fidarsi di noi, di aprirsi al nostro amore. Gli anni successivi sono volati via veloci e sono stati anni molto densi, di scoperte, di tenerezza, di gioia, di progetti, di sogni, di lacrime e di risate. Al compimento dei 16 anni Monica ci ha chiesto di poter incontrare suo padre, che era in carcera a scontare la sua pena. Non abbiamo compreso subito il senso di questa richiesta che anzi ci pareva un po’ bizzarra. C'era addirittura un Decreto del Tribunale che ci autorizzava a chiamare le forze dell'ordine se un giorno il padre di Monica si fosse avvicinato alla nostra casa.Perché dunque volerlo incontrare?Ma la risposta di Monica ci spiazzò tutti. Monica ci disse che tra i suoi desideri c'era quello di potersi prima o poi innamorare, ma che non sapeva dove avrebbe potuto coltivare questo amore dato che il suo cuore era pieno di odio per il padre. L'unica via possibile era quindi quella di incontrare il padre e di perdonarlo e liberare così il suo cuore dall'odio, per fare posto all'amore. Ancora oggi il senso profondo di questa scelta ci commuove e ci fa capire quale grande dono Monica ha fatto a tutti noi. Ci ha insegnato la potenza del perdono; ci ha insegnato il coraggio di ricominciare anche dopo che qualcuno ha fatto di tutto per distruggerti; ci ha insegnato a credere negli esseri umani sempre e comunque e a non giudicare solo dalle apparenze, ma a dare a tutti una possibilità. L'incontro tra Monica e suo padre e' stato per noi una grande lezione di vita.Pochi giorni dopo questo incontro il padre di Monica e' morto nel sonno. Forse, liberato dal peso della sua colpa, ha potuto serenamente volare via da questa terra e finalmente essere libero in pace. Il perdono e l'amore donano le ali. Monica e' stata a casa nostra fino al giorno del suo matrimonio. E' felicemente sposata e madre di due figli maschi. Da alcuni anni ha preso a vivere con sé la madre, tuttora gravemente malata, della quale si occupa con tanto amore e pazienza. Ora vive in un'altra città, ma non ci siamo mai persi di vista. Il nostro legame e' fortissimo e autentico. A chi ci chiede oggi se vale la pena fare un affido e se e' difficile, non nascondiamo la fatica, ma raccontiamo quanto l'esperienza dell'affido ci ha cambiato e ci ha insegnato a credere nell'altro, abbandonando i pregiudizi e a credere soprattutto nella forza rivoluzionaria dell'amore.Finché ci sarà amore da scambiare, possiamo essere certi che nessuna vita andrà smarrita”